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Rossano: presentato il libro “Masada la Fortezza Insanguinata”
Scritto da Comunicato Stampa   Sibarinet
 Mercoledì 21 Agosto 2013
Anche se la serata era afosa, sullo sfondo della splendida Torre di Sant’Angelo sul lungomare di Rossano, la sera del 18 Agosto, con il patrocinio del Comune di Rossano, è stato presentato alla presenza di un pubblico numeroso e attento, l’ultimo romanzo storico di Umberto Romano “Masada la Fortezza Insanguinata” edito Falco Editore. La serata è stata condotta dalla Dott.ssa Erminia Madeo redattrice della Falco Editore, sono intervenuti Don Pietro Madeo di ritorno dalla terra santa,  lo scrittore Prof. Salvatore Martino, l’Assessore alla cultura Prof.ssa Pizzuti, il dibattito è stato concluso dall’autore.
Nel merito al libro: “Forse non tutti i luoghi di cui ci parla Umberto Romano appaiono così familiari al lettore italiano medio: Qumran, Masada, Herodium sia come nomi, sia come località, possono suonare un po’ ostici. Ma altri stanno certamente dentro di noi, di tutti noi, per ragioni mistiche o religiose o semplicemente culturali, fanno parte del nostro “vissuto” intimo, del bagaglio delle nostre fantasie o delle nostre credenze più profonde: Gerico, Gerusalemme, il Giordano.
E la stessa cosa vale per i suoi personaggi: si mescolano quelli storici come Eleazar Ben Jair e Giuseppe flavio (per tralasciarne altri il cui posto nella storia o, nella religione è tuttora immenso) a quelli che dovremmo supporre di fantasia: come Ruth, Joshua, Hannan, Menahem o Gabael. Ma chi può dire davvero dove inizia la storia e dove termina la fantasia, qual è il limite tra la narrazione cronachistica ed il volo poetico? E questo specialmente con uno scrittore come Umberto Romano, che già ci ha abituati alla stessa contaminazione nelle sue opere sul Sahara!
Così succede che leggendo il suo "Masada la fortezza inasanguinata" ci si senta davvero "presi per incantesimo" e ci si ritrovi a calcare il deserto torrido, o a riposare sulle frondose rive del Giordano, o a passeggiare per alcune delle città più vecchie del mondo, o a immergere una mano nelle acque fresche del lago di Tiberiade o in quelle untose e dense del Mar Morto.
Magia di chi, scrivendo, sa esprimere tutto il suo amore per luoghi, genti, situazioni, cioè per la vita nel suo senso più generale, e sa far riconoscere agli altri, dentro di se stessi, lo stesso amore, magari ancora inconscio, fino a quel momento”
 (dall’introduzione del giornalista dell’Unità - Gianfranco Brusasco).